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Cosa vedere a Salisburgo - duomoCome prima risposta alla domanda “cosa vedere a Salisburgo?” abbiamo risposto: il Duomo. Infatti il Duomo è una delle principali attrattive della città. Inoltre è il Duomo a dominare la piazza in cui si svolge il più importante mercatino di Natale di Salisburgo. Quindi non si può sfuggire dal visitarlo! È lì, e non vogliamo certo lasciarcelo scappare. Oltre la facilità con cui è accessibile, le sue vicende da eroe triste, ricordiamo i diversi incendi e il bombardamento durante la seconda guerra mondiale, gli forniscono un certo malinconico fascino che ci spinge a prende parte, come visitatori, alla sua storia. Abbiamo visto nel dettaglio la facciata esterna, addentriamoci ora all’interno, che è composto da una navata unica affiancata da cappelle laterali, da un transetto e una cupola.

La navata unica

La navata è lunga 101 metri e alta 32 ed preceduta da una specie di ingresso (una sorta di disimpegno tra la facciata e l’inizio della navata), detto narcete in gergo architettonico. Sul soffitto della navata ci sono dei dipinti affrescati che furono eseguiti da Donato Mascagni e Ignazio Solari. I dipinti naturalmente sono a tema religioso e raccontano la vita e la passione di Cristo: ce ne sono 15 grandi che riguardano la sua passione e morte, 10 piccoli che mostrano scene di vita di Cristo, che vanno dalle nozze di Cana a quando è tentato sul monte. Oltre questi dipinti, ci sono degli stucchi, a completare il tutto, che furono terminati intorno al 1628.

Le cappelle laterali

Ai lati della navata ci sono delle cappelle, ognuna delle quali ha un suo specifico altare. Alla parete nord dell’altare maggiore c’è la cappella riguardante il battesimo di Gesù, dove è posizionato il fonte battesimale, realizzato in bronzo nel 1959 sulla base di quello che doveva essere l’originale gotico del 1321. A sorreggere il fonte c’è un leone in bronzo che risale alla seconda metà del XII secolo. È qui che nel 1756 fu battezzato Mozart. Sempre a nord ci sono le cappelle di Sant’Anna, della trasfigurazione di Cristo e quella dedicata al Crocifisso. A sud abbiamo la cappella di San Rocco e Sebastiano, quella di San Carlo Borromeo, quella di San Martino e quella di San Girolamo.

L’altare maggiore

L’altare maggiore risale al 1628. Fu costruito dall’architetto Santino Solari, che fu incaricato della riprogettazione barocca della cattedrale, necessaria a causa della distruzione portata da un incendio. L’altare è in marmo e la pala d’altare che ospita illustra la risurrezione di Cristo: essa fu dipinta da Donato Mascagni. Sopra l’altare sono posizionate le statue dei patroni della chiesa, San Roberto e San Virgilio, insieme alle allegorie della religione e della carità. Tra le figure c’è una scritta in latino Notas mihi fecisti vias vitae, che significa Si, mi mostrasti la via della vita. Sul timpano ci sono tra angeli e quelli sul frontone recano ognuno una croce d’oro. Non potevano mancare dei tributi ai due arcivescovi che tanta parte hanno avuto nella storia del Duomo, che sono Markus Sittikus von Hohenems, morto nel 1619, e Paris von Lodron, morto nel 1653. Infatti a sinistra e a destra dell’altare si trovano i loro epitaffi, circondati  da putti a lutto e simboli di morte e recanti un medaglione con il ritratto dell’arcivescovo, svolto su rame.

Il transetto

Prima dell’altare maggiore c’è un transetto, che taglia trasversalmente la navata, che misura 69 metri. Alle due estremità del transetto si trovano due altari: un dedicato a San Francesco, a sinistra, e l’altro, di destra, dedicato alla Madonna della Neve. Nella cappella di San Francesco si trova una pala d’altare riguardante la trasfigurazione di San Francesco d’Assisi, risalente al 1628 e realizzata da Donato Mascagni. Anche qui, ai lati dell’altare della cappella, ci sono degli epitaffi di alcuni arcivescovi. Sulle pareti e sul soffitto sono raffigurante scene della vita e della morte del santo. L’altare dedicato alla Madonna della Neve ha un pala d’altare raffigurante una Maria della Neve, realizzata da Ignazio Solari, e copia della Madonna di Altötting. Anche qui ci sono epitaffi di arcivescovi e dipinti, riguardanti la vita e l’ascensione di Maria.

La cupola

La cupola del Duomo è alta 71 metri. Essa è suddivisa in ottagoni, dipinti con scene tratte dal Vecchio Testamento. Realizzati intorno al 1955, questi dipinti copiano gli originali realizzati dal Mascagni e dal Solari che furono distrutti dal crollo della cupola, causa bombardamento, avvenuto nel 1944. Le raffigurazioni dei quattro evangelisti adornano le vele della cupola.

Tanti organi

Parecchi sono gli organi sparsi nella cattedrale. Il primo organo venne costruito nel 1705. Quello principale è circondato da angioletti, ognuno dei quali reca uno strumento musicale, e fu costruito nel 1988. La cupola è sorretta da quattro pilastri e nel 1990 si è deciso di installare, su ognuno dei ballatoi creati a ridosso di questi quattro pilastri, un organo a canne, che nella forma sono identici, ma che fonicamente si ispirano a diverse correnti musicali, essendo ad esempio uno ispirati agli organi callidiani ed un altro agli organi rinascimentali italiani.

La cripta

Sotto la cattedrale si trova una cripta. Questa ospita le salme degli arcivescovi i cui epitaffi si trovano sparsi per la chiesa. Qui sono sepolti anche i predecessori e successori di quei vescovi, che avendo avuto un ruolo più significativo nella storia della città godono della presenza di un epitaffio vicino l’altare principale o vicino a uno di quelli delle cappelle. La cripta è in stile romanico e risale al progetto della prima cattedrale. Le salme accolte sono sigillate con lastre di marmo rosa, che recano il nome dell’arcivescovo di turno e lo stemma arcivescovile.

Roberto Morra

Web writer e blogger, content editor e community manager. Appassionato di letteratura e viaggi, tutto ciò che può accrescere la formazione personale. Ama scrivere soprattutto di ciò che vede e di ciò che legge. La laurea in filosofia gli consente di essere molto versatile e di adattarsi a qualsiasi argomento.

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