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salisburgo turismo enogastronomicoIl turismo a Salisburgo durante i mercatini di Natale non è solo affascinante e coinvolgente per le luci e i suoni, non è solo turistico, dato il tempo a disposizione per visitare una città con una storia bella corposa. È anche enogastronomico! Infatti sulle stesse bancarelle si possono trovare tante specialità natalizie da gustare. Anche quello è turismo! La specialità che più caratterizza l’atmosfera con il suo odore è il vin brulè.

Caratteristiche del vin brulè.

In suo nome tedesco è Glühwein. Fondamentalmente il vin brulè non è altro che vino rosso caldo insaporito con zucchero e spezie. Diffuso in molti paesi, è facile da preparare. Questa è una bevanda tipica dell’Avvento, almeno nell’Europa centrale, delle feste popolari e i mercatini del periodo natalizio, e può essere trovata anche nell’Italia settentrionale. Spesso raccolto in thermos o pentole, è distribuito  fra in visitatori in manifestazioni che arrivano fino al periodo di Carnevale. Si può trovare anche in bottiglia, già pronto: basta riscaldarlo e via!

Storia del vin brulè.

Nel Medioevo si consumavano soprattutto vini speziati freddi che somigliavano molto al vin brulè, dato l’utilizzo si spezie.  L’usanza di bere del vino riscaldato nasce nei paesi alpini e con climi freddi. Pare sia nato grazie ad opera dei frati, che nei loro conventi si dedicavano alla preparazione del vino e contemporaneamente conoscevano bene le spezie. L’intuizione della capacità della bevanda di combattere il raffreddore fu facile e immediata. Grazie alla sua natura di bevanda calda e confortante, il suo utilizzo si è diffuso anche nelle altre zone del mondo caratterizzate da climi con giornate fredde, durante le quali si cerca un po’ di ristoro.

Preparazione del vin brulè.

Nella versione tradizionale, il vin brulè prevede l’utilizzo di vino rosso, ma qualcuno potrebbe preferire quello bianco. A questo si aggiunge lo zucchero, a piacere, e le spezie, che di solito sono cannella e chiodi di garofano. Alcune varianti prevedono l’aggiunta di scorze di limone, di arancia e anice stellato a cui aggiungere, sempre a piacere, alcuni spicchi di mandarino. Durante il processo di cottura, che deve essere lenta, l’alcol etilico evapora, quando raggiunge una temperatura di 83 gradi centigradi. Spezie e zucchero andrebbero aggiunti in fase di raffreddamento, per evitare la decomposizione degli zuccheri che.. non fa bene! Per mantenere il vino caldo, a 83 ° C è un po’ troppo caldo e i vostri ospiti potrebbero non gradire, sarebbe opportuno posizionare una fonte di calore sotto il recipiente che lo contiene, così da mantenere sempre una temperatura minima e controllata. Quelli prodotti su larga scala di solito utilizzano vini di scarsa qualità, mentre se volete un vin brulè di buona qualità, sarebbe preferibile utilizzare un vino rosso da tavola corposo, aggiungendo poche spezie e poco zucchero.

Tradizioni europee.

In ogni nazione d’Europa, i vini utilizzati sono diversi. In Germania ad esempio viene utilizzato il vino rosso, di solito; nell’Italia settentrionale e in alcune province tedesche la preferenza va al vino bianco; in Austria si utilizzano entrambi. Tornando al nostro bel paese, vediamo che le varianti sono parecchie. In Romaga c’è il bisò (“bevi su”) che nello specifico è preparato col Sangiovese, che viene speziato e servito molto caldo. A Faenza il 5 gennaio c’è una notte dedicata al vin brulè, chiamata “Nott de bisò” e che viene celebrata in onore del Palio del Niballo. Alcune varianti contengono rum, acquavite o liquori, come l’amaretto: ma queste più che varianti del vin brulè sono varianti del punch.

 Gradazione alcolica e consigli.

La gradazione alcolica del vin brulè dipende dal vino utilizzato, solitamente si attesta tra gli 11 e i 14 gradi alcolici. Aggiungendo zucchero, si aumenta l’assorbimento dell’alcol. Però sopra gli 80° C, come abbiamo visto, l’etanolo del vino evapora e quindi la gradazione alcolica varia, a seconda del tempo di cottura e il modo in cui la fiamma è tenuta. Il consiglio è quello di tenere la fiamma non molto alta, per evitare che l’etanolo prenda fuoco.

Preparazione in casa.

Nonostante la presenza di vin brulè già pronti e solo da riscaldare e l’esistenza di spezie pronte all’uso, per essere aggiunte, il procedimento di preparazione del vin brulè è molto semplice e poco impegnativo, se ci si procurano tutti gli ingredienti necessari. Vediamo allora come procedere nella preparazione di un vin brulè tutto casalingo.

Gli ingredienti sono:

  • Vino, magari rosso corposo (1 litro);
  • Due stecche di cannella;
  • 200 gr di zucchero;
  • 8 chiodi di garofano;
  • 1 limone non trattato;
  • 1 arancia non trattata;
  • ½ noce moscata grattugiata al momento;
  • 1 anice stellato.

Preparate tutte le spezie e tenetele a portata di mano. Tagliate la scorza del limone e dell’arancia sottilmente, cercando di evitare di prendere la parte bianca che conferirebbe una certa amarezza. Tenete da parte lo zucchero, magari in un tegame in acciaio dai bordi non troppo alti. Riscaldate da parte il vino a fuoco basso e portatelo a ebollizzione. A questo punto spegnete, fate passare qualche minuto perché il vino scenda un po’ di temperatura e unitelo allo zucchero. Versatevi le spezie e le scorze che tenevate da parte. A questo punto potete filtrarlo e servirlo, oppure metterlo in un recipiente di ceramica mettendoci sotto una fiammella, in modo tale da tenere il vino caldo e pronto ad essere consumato.

Il vin brulè può essere conservato, in frigorifero, per 2 o al massimo 3 giorni. Quando dovete servirlo, potete riscaldarlo in un pentolino.

Roberto Morra

Web writer e blogger, content editor e community manager. Appassionato di letteratura e viaggi, tutto ciò che può accrescere la formazione personale. Ama scrivere soprattutto di ciò che vede e di ciò che legge. La laurea in filosofia gli consente di essere molto versatile e di adattarsi a qualsiasi argomento.

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