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cosa visitare a Salisburgo - Palazzo MirabellDato che ci stavamo chiedendo cosa visitare a Salisburgo e ci eravamo avvicinati al palazzo Mirabell, grazie al fatto che questa meta è raggiungibilissima essendo vicina ad una fermata del pullman e alla stazione centrale, e dato che durante il periodo dell’Avvento fino al 24 dicembre lì davanti si svolgono degli interessanti mercatini di Natale, entriamo nel palazzo e visitiamolo, per vedere da vicino questo luogo importante e che è sempre stato di rappresentanza.

L’interno del palazzo

Il primo elemento che incontriamo e che non può fare a meno di catturare la nostra attenzione, elemento tipico di ogni palazzo reale, è la grande scalinata, chiamata Georg-Raphael-Donner-Stiege, che è in stile rococò, evoluzione del tardobarocco. Questa è lo scalone d’onore del palazzo e viene anche detta Scalinata degli Angeli. Il suo nome è legato innanzitutto a quello dell’architetto che l’ha progettata. Ha dimensioni imponenti, è interamente realizzata in granito e ha una balaustra in arenaria. Come abbiamo detto, lo stile della scalinata è quello rococò: la balaustra è popolata da numerosi putti e cherubini (ecco la spiegazione del suo secondo nome), tutti diversi tra loro, e che indicano la strada da seguire. Alle pareti ci sono alcune nicchie, che ospitano statue di divinità pagane e figure mitologiche. Un autore austriaco descrisse il percorso della scalinata come molto emozionante e suggestivo. Una sala che è attualmnte molto viva ed utilizzata è la Sala di Marmo, a cui la scalinata conduce: è chiamata così perché il pavimento è completamente rivestito di marmo e alle pareti ci sono affreschi che riprendono i disegni del marmo. Anche la volta del sofitto era decorata da un grande affresco, che però andò perduto nell’incendo del 1818. La sala oggi è utilizzata per acogliere mostre e concerti da camera, oltre che per matrimoni. Siccome il palazzo Mirabell comincia la sua storia come castello dell’arcivescovo, non poteva mancare la cappella palatina, cioè una cappella privata, destinata all’uso del regnante che abita nel palazzo. Sul sofffitto dell cappella si può osservare un grande affresco realizzato da Bartolomeo Altomonte raffigurante San Nepomuceno, martire della chiesa cattolica che fu ucciso per annegamento, a cui è dedicata la chiesa. Anche questa parte del castello fu gravemente danneggiata dall’incendio del 1818 e la nuova cappella fu inaugurata nel 1837, sotto la reggenza dell’arcivescovo Friedrich Johann Jakob Coelestin von Schwarzenberg. Nel 1830 fu ricostruito l’altare originale, in marmo rosa e grigio posizionato sotto un baldacchino, e furono incorporate alcune sculture, tra cui quella di Sant’Agostino, San Ruperto, San Virgilio e San Martino, tutti in qualche modo legati all’arcidiocesi salisburghese.

All’esterno del palazzo

Arriviamo adesso ad una delle grandi attrazioni del palazzo, costituita dal giardino. Preservatosi dall’incendio del 1818, il giardino fu modificato, rispetto a come era il progetto originario, nel 1730 con l’aggiunta di elementi  barocchi, quali parterre fioriti, fontane e sculture. Nel giardino, molto vasto, tanto da potersi definire parco, si trovano anche un’orangerie e una casa delle palme, risalenti entrambe al 1725. Una parte molto particolare è il Giardino Nano, il cui ingresso è sorvegliato dalle statue di due leoni. In questo giardino, da cui deriva il suo nome, sono ospitati dei nani di pietra. Si trovano su uno spiazzo leggermente rialzato, in una specie di boschetto. I nani sono figure grottesche e sono caratterizzati da elementi come la gobba, il gozzo e ghigno malefico. Un’aneddoto a questo proposito parla di Ludwig di Baviera che essendosi trovato per un certo tempo a vivere nel palazzo Mirabell desiderò la distruzione dei nani, essedone molto turbato. In effetti molti di essi vennero battuti all’asta, ma successivamente furono riacquistati e ricollocati al loro posto originaio. Nel resto del giardino altri due elemtni tipici dei giardini barocchi, e che è impossibile non notare, sono un piccolo labirinto e un teatro all’aperto. Questo teatro all’aperto è il più antico situato a nord delle Alpi e venne effettivamente usato per metere in scena degli spettacoli. C’erano delle siepi che fungevano da quinte, in modo da proteggere gli attori dalla vista del pubblico mentre aspettavano di andare in scena. Di fronte al palco, in mezzo al verde, c’è anche il posto per un’orchestra. In questo teatro furono rappresentate opere, pantomime e balletti.

Roberto Morra

Web writer e blogger, content editor e community manager. Appassionato di letteratura e viaggi, tutto ciò che può accrescere la formazione personale. Ama scrivere soprattutto di ciò che vede e di ciò che legge. La laurea in filosofia gli consente di essere molto versatile e di adattarsi a qualsiasi argomento.

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